Finalmente silenzio e la voce del vento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Finalmente silenzio e la voce del vento

 

Finalmente silenzio e la voce del vento. Nient’altro.

Lo scarpone avanza sicuro e lo zaino pesa sulle spalle.

Cammino lentamente con il fiato grosso. E’ un sabato di settembre e, nonostante il sole ancora alto, sento il freddo infilarsi sotto il pile e la maglietta, fin sulla pelle sudata.

Ho lasciato la macchina da un paio d’ore ormai e riesco ad intravedere dall’alto la statale che si snoda nel verde del bosco macchiato dal giallo dei larici d’autunno. Qualche auto ruggisce lontana, per il resto sono solo.

Guardo la cima di Picco di Roda ancora così distante e incantevole, penso a quando mio nonno la indicava dalla finestra di casa, ritorno con lo sguardo sul sentiero e cammino. Solamente questo: cammino e respiro, e la fatica mi restituisce una consapevolezza di me smarrita tra le scrivanie ed i computer dell’ufficio.

Procedo risalendo un ghiaione ripido e friabile, mi piego in avanti per dar maggior spinta alle gambe, a volte scivolo di qualche metro perdendo il terreno guadagnato ma non demordo e la tenacia mi porta in forcella. Quando la vista della valle sul versante opposto si apre ai miei occhi è il paradiso. Ci sono scalatori che ambiscono alla vetta. Certo è bello arrivare in cima ma per me non c’è di meglio di una forcella. E’ l’inizio di una nuova avventura. Di un mondo nuovo. Mi fermo per riposare e mai sono stato meglio.

Ormai non manca più molto. Vedo il Picco non troppo distante e sento il vento sbatterci contro. Mi alzo e procedo, con le mani negli spallacci, franco, senza ripensamenti. Sbuffo, sudo, mi affanno ma faccio strada.

Alzo gli occhi d’un tratto e scorgo un camoscio che mi osserva immobile da una lontana cresta. Pare in equilibrio precario. Ci guardiamo. Io affascinato, lui forse impaurito. Una scarica di ghiaia nasce da un mio passo falso e riecheggia tra le rupi. Lui scatta, salta e si lancia a capofitto in una corsa fulminea in discesa. Balza di masso in masso. Temo che inciampi, che scivoli, che si ferisca, invece in pochi attimi è a terra, è vicino alla vegetazione, è fra gli alberi, non c’è più.

Io contino ad arrancare senza sosta su di un sentiero quasi verticale a stretti tornati. Tocco ormai le ripidi pareti di dura pietra. Mi arrampico con le mani sulla roccia, stringo i generosi rami di qualche raro arancio e salgo. Vedo la vetta a non più di dieci metri da me. Mi avvicino quasi esausto. Sono le due del pomeriggio. Qualche passo ed eccomi. In cima. Solo. Al confine tra terra e cielo. Ruoto su me stesso e la vista non ha ostacoli. Spazia nell’azzurro terso del primo pomeriggio. Vedo i boschi, le altre cime, i paesotti del Cadore, poche nubi bianche all’orizzonte. Sento un silenzio rotto solo dal vento. Sento un fruscio e una pace quasi estranei alla vita che conosco. Tutto è immobile… o almeno sembra.

Sotto un ruvido sasso, davanti ai miei piedi, un ometto segnavia è custode di una scatola di metallo. La apro e c’è un diario con una matita e un temperino.

Intento a firmare sfoglio le pagine scritte a mano.

Vi trovo poche righe per foglio, con calligrafie differenti e firme stravaganti. Leggo con interesse. Sono pensieri profondi, di gioia, d’amore, qualche verso poetico, poche preghiere. Parole che contemplano la bellezza del posto, la fatica fatta, la voglia di ritornare e non dimenticare. Non un’offesa o bestemmia. Solo la parte migliore dell’essere umano tra quelle righe composte da mani sconosciute.

Seduto sulla cima di Picco di Roda penso che sarebbe magnifico se l’armonia di quel momento fosse quotidianamente con me, se il suono di quella natura si facesse sentire. Penso che sarebbe magnifico se ciascuno potesse salire così in alto per conoscersi più a fondo.

Quasi un’ora dopo mi alzo per ritornare sui miei passi, di nuovo a valle, nella vita di tutti i giorni, custodendo però nell’anima un frammento di tale meraviglia.

 

Racconto – Francesco Vidotto

Disegno di Marina Carosi – www.marinacarosi.it

Ti potrebbe piacere anche:

I confini del mondo

 

Iscriviti alla newsletter!

* Dato obbligatorio