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Da qualche tempo, dopo la notizia che Fabro sarebbe stato pubblicato dalla Mondadori, ricevo decine di mail e lettere nelle quali mi viene chiesto il motivo di questa scelta.
In molti mi dicono che rimanere con un editore “indipendente” sarebbe stato meglio perché alle volte un marchio celebre predilige politiche di tipo commerciale a svantaggio della qualità delle storie.

Per questa ragione tengo a scrivere quanto ho in cuore:

Io vivo per raccontare.

E’ un’ossessione che mi perseguita da quando ho respiro e mi costringe ad amare i miei personaggi fino alla malattia.

Proprio come una mamma con i figlioli, vorrei che queste mie creature fossero conosciute da più persone possibile e sono convinto che il gruppo Mondadori possa darmi questa possibilità.

Naturalmente prima di firmare ho condiviso la decisione con Roberto, “patron” della Minerva, che in me ha creduto fin dall’inizio perché, senza il suo benestare, non sarei andato avanti.

Sapete… è all’inizio, quando nessuno ti conosce, che è veramente difficile trovare qualcuno che ti dia credito.

Lui si è dispiaciuto certo, ma alla fine è stato felice per me e, viste le nuove possibilità, mi ha consigliato in questa direzione contento di aver vissuto una simpatica avventura insieme, di essere “papà” di Oceano, Siro e Zoe, e di aver trovato anche una bella amicizia.

Per quel che riguarda questa nuova scelta devo anche dire che è stata decisiva la “editor” che ho incontrato alla Mondadori.

In tempi non sospetti, prima ancora che leggesse il romanzo, le dissi:
“io vorrei lavorare con te”
Avevo intuito nelle sue prime parole al telefono una sensibilità non comune.

Così Fabro vedrà la luce il quattro di ottobre con questo nuovo editore.

Una cosa voglio promettere alle migliaia di persone che si sono avvicinate con curiosità ai miei libri e ai librai, quelli veri, che spesso hanno fatto la differenza:

sono in debito con voi.
Mi avete permesso di sopravvivere e questo non è poco.
Io non lo so se da ora in avanti scriverò buone storie ma mai nella vita mi permetterò di prendervi in giro riempiendo pagine solamente per avere un libro in vetrina e sfornando un romanzo via l’altro.
Una storia ha bisogno di tempo per crescere.

Male che vada, se questa vena di follia dovesse inaridirsi, piuttosto che raccontare palle riprendo a fare il contabile che un mestiere, in fondo, ce l’ho!

Grazie sempre dell’affetto e ci vediamo presto con questa avventura nuova di zecca.

Francesco Vidotto